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Sabbie mobili

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Anno: 2014 Isbn: 978-88-6396-480-6 Pagine: 208

Nel suo romanzo di esordio Emilio Petrucci pennella una sorta di labirinto in cui una coppia all’apparenza perfetta, refrattaria ai soliti luoghi comuni, smarrisce la propria identità e rivela l’effimera ed estremamente fragile natura di un rapporto che non sa affrontare e superare le piccole incomprensioni quotidiane. Il labirinto assume, così, i contorni di una tragedia ridicola o meglio di una farsa che finisce in tragedia.
Fattore destabilizzante dell’apparente armonia coniugale è la dipendenza da gioco d’azzardo patologico del marito il quale avverte, ogni giorno di più, l’impulso per il gioco come un bisogno irrefrenabile e incontrollabile a cui si accompagna una forte tensione emotiva. Per assecondare la sua dipendenza ricorre a ogni sotterfugio possibile che la moglie interpreta come una perdita di interesse verso il loro rapporto. Incapaci di comunicare per chiarire le cose, timorosi di urtare le certezze dell’altro/a, sprofondano nelle incomprensioni, nelle falsità, negli inganni.
Bellissimi, ammiratissimi, eppure atterriti all’idea di restare soli preferiscono il languore di una vita strascicata insieme che può sfociare addirittura in sciagura.
Un romanzo giocato con abile piglio narrativo, sofferto, introspettivo, capace di regalare forti emozioni. 

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