Bologna, 2068. Jane Payne ha smesso di chiedere al mondo una possibilità. Dopo un’esistenza segnata dalla perdita e dall’umiliazione, ha affidato la propria anima a un demone ottenendo in cambio una forza sovrumana. Ora il dolore che l’ha accompagnata per anni ha un solo nome: vendetta. E nessun esercito sembra in grado di fermarla.
Molto lontano da lei, Frederick Milly porta dentro di sé un fuoco di natura diversa. Figlia di un re dell’Inferno e unica sopravvissuta alla distruzione della propria terra, è cresciuta inseguendo il responsabile del massacro. Ma quando la vendetta finalmente si compie, scopre che sconfiggere il proprio nemico non significa necessariamente trovare la pace. Sulla Terra, tra gli abitanti della Foresta Amazzonica, Frederick cercherà allora un nuovo luogo da chiamare casa.
Le loro storie procedono separate, percorribili persino da due inizi differenti, fino al momento in cui il destino le conduce l’una di fronte all’altra. Tra fantasy, suggestioni distopiche e immaginario supereroistico, la narrazione assume il ritmo serrato di un combattimento e costruisce due protagoniste eccessive, irriverenti e speculari. Dietro lo spettacolo degli scontri affiora così una domanda più profonda: è ciò che abbiamo sofferto a decidere chi diventeremo, oppure resta sempre possibile scegliere che cosa fare del proprio dolore?