La certezza è un territorio fragile quando la realtà comincia a contraddire ciò che la ragione considera possibile. Luciano Neri, farmacista abituato a misurare il mondo attraverso conoscenza e metodo, si risveglia da un inspiegabile stato di incoscienza prigioniero di un’identità che non riconosce. Quando ogni cosa sembra tornare al proprio posto, resta un vuoto nella memoria e, soprattutto, la sensazione che dietro quell’episodio si nasconda qualcosa di ben più inquietante.
In un piccolo paese emiliano, dove relazioni e consuetudini sembrano non lasciare spazio al segreto, Luciano avvia così una personale indagine. Un aperitivo dai contorni sfocati, una giovane insegnante, un agente immobiliare fin troppo premuroso e indizi che sembrano appartenere a storie diverse conducono verso una verità che affonda le radici nel passato. Ad affiancarlo saranno l’intuito ostinato di Martina, poco più che adolescente, e incontri capaci di riportare alla luce ricordi dimenticati.
Il mistero si sviluppa per progressivi slittamenti tra evidenza e dubbio, mentre il sapere scientifico, anziché offrire risposte immediate, diventa strumento per interrogare ciò che sfugge alla logica. Ne nasce un romanzo d’indagine dalla scrittura agile, attraversato da una sottile ironia e sostenuto da un protagonista profondamente umano. Dietro l’enigma affiora infine una riflessione: esistono formule che nessuna scienza può correggere, quando a essere alterato è il confine tra amore, possesso e bisogno di essere amati.