Tra le mura di un borgo medievale, una giovane attende il ritorno dell’uomo che le ha promesso amore; secoli dopo, un parroco vanitoso vede trasformarsi in farsa la solenne inaugurazione di un affresco. Altrove, un’attrice si prepara a interpretare una donna accusata di stregoneria, mentre amicizie e legami familiari si misurano con le imprevedibili svolte dell’esistenza.
Poi lo sguardo si spinge oltre il presente. In società governate da regole inflessibili, tra viaggi spaziali, intelligenze artificiali e nuove gerarchie, le conquiste del progresso lasciano affiorare nuove forme di inquietudine. Cambiano i paesaggi, gli strumenti e perfino le forme della convivenza; restano il desiderio di libertà, gli affetti, le debolezze e la tentazione di esercitare il potere sugli altri.
Organizzata in due parti che si rispondono attraverso il tempo, la raccolta accosta il racconto storico e di costume alla satira, alla fantascienza e alla distopia. La varietà delle situazioni trova un punto d’incontro nello sguardo partecipe e disincantato rivolto all’umanità: capace di sorridere delle sue piccole vanità, ma anche di riconoscere i pericoli nascosti dietro le grandi certezze.
Una scrittura dal passo limpido, attenta ai personaggi e al gusto dell’aneddoto, in cui il passato non è semplice nostalgia e il futuro non si riduce a esercizio d’immaginazione. Entrambi diventano specchi nei quali osservare, con ironia e inquietudine, il nostro presente.