Basta una crepa nel cemento perché qualcosa trovi il modo di attraversare il confine. Un varco verso l’Inferno rimasto incustodito incrina l’equilibrio del mondo e una ragazza comincia a percepire ciò che agli altri sfugge: anomalie nella natura, immagini rovesciate, presenze che sembrano abitare la sua mente. L’Abisso l’ha vista e, quando l’Abisso guarda abbastanza a lungo, nulla può restare esattamente com’era.
Intorno a lei si muovono entità antiche governate da leggi misteriose: una Clessidra in cui la sabbia non scorre, un Frantumatore in fuga, una creatura infernale che reclama ciò che le appartiene. Mentre il tempo vacilla e la realtà perde consistenza, la ragazza dovrà aggrapparsi a ciò che è ancora autentico per distinguere la propria voce da quelle che cercano di guidarla.
Fantasy oscuro e visionario, il racconto costruisce una cosmologia originale intrecciando suggestioni mitiche, natura, ironia e inquietudine. La scrittura frammentata dialoga con le illustrazioni realizzate dalla stessa autrice, trasformando parole e immagini in parti di un unico immaginario. Sotto l’avventura fantastica affiora così una riflessione sul tempo, sull’equilibrio e sulla fragile consistenza di ciò che chiamiamo realtà. Perché forse essere umani significa proprio questo: continuare a scorrere, sapendo che ogni cosa è destinata a mutare.