Anno 2092. Il mondo è cambiato. Drasticamente.
Undici miliardi di persone vivono su una Terra ormai priva di stati e confini, organizzata secondo un nuovo ordine mondiale fondato su caste rigide e impenetrabili. In cima alla piramide sociale, un’élite ristretta detiene il potere assoluto e l’accesso a una tecnologia rivoluzionaria: il locosintonizzatore, un congegno capace di trasportare istantaneamente chi lo indossa in qualsiasi punto del globo. In fondo alla scala, i Mesti, sorvegliati da androidi implacabili, vivono vite precarie, con sogni mutilati e nessuna possibilità di riscatto.
Ma qualcosa sfugge al controllo.
Aldus Pievani, giovane operaio Mesto, compie un gesto impulsivo e irreversibile: aggredisce un Alto e si impossessa del suo locosintonizzatore. È il principio della fine. O dell’inizio.
Braccato, mutato, trasfigurato dalla fusione con una tecnologia che non capisce, Aldus precipita in un viaggio che è fuga, scoperta, e metamorfosi. Un atollo sperduto nel Pacifico, una steppa gelida alla fine del mondo, una fame oscura che cresce dentro di lui… ogni passo lo allontana dall’uomo che era e lo avvicina a ciò che è destinato a diventare.
Romanzo disturbante e visionario, epopea distopica che unisce azione, critica sociale e riflessione sull’identità, sul potere e sull’umanità. Un mondo spietato dove l’ordine si regge sull’oblio, e dove la più grande trasgressione è ancora desiderare.