A Catania, tra la fine del fascismo e gli anni difficili del dopoguerra, le vite di Diego Spadaro ed Ettore Saraceno scorrono su binari opposti destinati prima o poi a incrociarsi. Diego è un uomo nato dalla terra e dalla miseria, abituato a sopravvivere con l’ingegno e con scelte discutibili, convinto che solo forzando il destino si possa sfuggire alla fame. Ettore, insegnante colto e rigoroso, crede invece nell’etica, nello studio e in un ordine morale che la Storia si incaricherà di mettere duramente alla prova.
Un bombardamento cambia per sempre il corso delle loro esistenze. Leonardo, figlio di Diego, assiste alla morte della madre e cresce segnato da un trauma che diventa colpa muta, rimorso, incapacità di vivere fino in fondo. Marta, figlia di Ettore, rappresenta per lui una possibilità di riscatto e di amore, ma il passato non risolto pesa come una condanna silenziosa.
Attorno a loro si muove una città ferita, popolata da figure marginali e indimenticabili: donne costrette a reinventarsi, uomini travolti dagli eventi, credenti incerti e imbroglioni pietosi, in un paesaggio umano che riflette il passaggio violento dalla dittatura a una libertà fragile e imperfetta. La guerra lascia macerie visibili e invisibili, e il tempo non basta a sanarle.
Sarà Colette, seconda moglie di Diego, portatrice di una storia lontana e dolorosa nata fuori dall’Italia e prima della guerra, a offrire una chiave inattesa. Il suo passato, segnato da una perdita improvvisa e assoluta, diventa lo specchio in cui Leonardo può finalmente riconoscere il proprio dolore e affrontarlo.
Un romanzo corale e profondo, in cui le vicende private si intrecciano alla grande Storia, raccontando come la colpa, l’amore e la memoria attraversino le generazioni. Perché solo accettando ciò che è stato è possibile, forse, permettere al sole di tornare a illuminare ciò che resta.