Jessie White Mario non è solo una testimone del Risorgimento italiano: è una protagonista scomoda, appassionata, irriducibile. Inglese di nascita, ribelle per vocazione, sceglie l’Italia come patria morale e campo di battaglia, intrecciando la propria vita a quella dei grandi nomi dell’epoca – da Mazzini a Garibaldi – senza mai rinunciare a uno sguardo libero e critico.
Questo romanzo racconta la sua storia come una traversata intensa e umanissima, dove l’ideale politico e l’esperienza sentimentale procedono insieme, alimentandosi a vicenda. Jessie è infermiera sui campi di battaglia, giornalista d’inchiesta, militante instancabile; combatte con il fucile, con le bende e soprattutto con la parola, denunciando le ingiustizie sociali dell’Italia post-unitaria, i tradimenti dello Stato nascente, l’abbandono degli ultimi: bambini sfruttati, donne emarginate, poveri invisibili.
Accanto a lei, Alberto Mario: compagno di vita e di lotta, con cui condivide un amore assoluto e una fede incrollabile nella giustizia. La loro relazione attraversa prigioni, esili, entusiasmi e disillusioni, diventando il cuore pulsante di una vicenda che restituisce al Risorgimento la sua dimensione più vera: quella fatta di persone, paure, sacrifici, passioni.
Tra viaggi, comizi, battaglie e inchieste, la storia di Jessie White Mario si dispiega come il ritratto di una donna moderna, anticonformista, incapace di piegarsi alle convenzioni e alle mezze verità. Una donna che ha osato andare oltre, pagando il prezzo dell’isolamento e della rimozione storica.
Raccontarla oggi significa restituirle voce e corpo, ma anche interrogare il presente: perché la sua lotta, la sua indignazione e il suo amore radicale per la libertà continuano a parlarci, ricordandoci che cambiare il mondo è possibile, ma non senza coraggio.