QUARTA DI COPERTINA
Su uno scoglio, sguardo perso al mare, don Alfonso Astadillo de Torral Gonzales vagheggia la giovinezza sivigliana, le notti tra i gitani, la sua Jaguar troppo veloce su quella curva, quei bollenti umori nel fienile, e Paco e Ramon, tra l’Egitto del padre e gli insoliti occhi azzurri di Yaira. Un colpo di tosse, il cigolio della carrozzella che preannuncia la madre: poche parole smorzate, il tempo scivola ormai su petali di margherita. Ah! La sua Margarita… e il Fato muggisce coi tori lontani, che con gli occhi lucidi già muoiono su capotes di gloria. Ma l’Amore sa cosa fare. E allora, Alfonso, perché indugiare? Impugna più forte il bastone, la longilinea signora forse ti aspetta col suo tubino bianco, forse…
TONY ORTONE
Consulente finanziario, sposato e una figlia. Ha scritto questo libro nei ritagli di tempo, ma circa a metà lavoro, “come si prende un semplice raffreddore,” un ictus si è portato via la parte destra del suo corpo e con lei la capacità di parlare e scrivere: “la penna scivolava tra le dita, non sapevo distinguere tra oca e casa, camminare era come avere un anno di età, i numeri erano una cosa nuova e incomprensibile”. Dopo mesi di ospedale, grazie all’Amore, all’amicizia, alla volontà e all’impegno le parole sono finalmente rinate, cariche di significati nuovi e di abbacinanti verità, rese ancor più nitide dal buio dell’afasia.
torna indietro