QUARTA DI COPERTINA
Sono qui per dirti che per te sono stato capace di volare, saltare vicoli e barriere, tra i camini e le balaustre, che è stato come navigare su un mare agitato ma non ostile, che mi ha spinto qui come fa con i naufraghi sulle spiagge.
Ogni storia cela in sé la possibilità di vivere un’esperienza, di arricchirsi, nutrirsi, di fare tesoro di paesaggi mai visti, persone mai incontrate, parole mai dette.
Questo libro suggerisce un percorso solitario, dove il fluire delle emozioni va di pari passo al procedere dei racconti fino al comporsi di un mosaico finale che inaspettatamente ci riporta alla prima pagina.
Invenzioni sempre sorprendenti per fantasia visionaria e delicatezza, appare quasi stupefacente la proprietà dell’autore, la sua capacità favolosa di entusiasmo e di creazione di atmosfera, delineando personaggi che stanno tra la favola e la realtà.
Le tempeste dell’isola di Soledad è narrazione pura, affabulazione, penetrazione sottile e un po’ crudele fra le pieghe della quotidianità che nasconde sempre un segreto, un mistero, un non detto.
L’autore trascina il lettore in un caleidoscopio di colori, sprazzi di luce, sensazioni, sfaccettature, dubbi e rivelazioni. Andrea Pieraccini non giudica, non svela mai fino in fondo e ci lascia pensosi, pervasi da un sottile profumo di mare in tempesta.
PRESENTAZIONI DEL LIBRO
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